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Consigli di lettura

War Horse di Michael Morpurgo

Preferisco finire un libro prima di raccontarvelo perciò oggi non vi recensirò una novità ma vi parlerò di un libro uscito già da tempo  che mi ha molto sorpesa, “War Horse” di Michael Morpurgo pubblicato da Rizzoli.  Era arrivato in libreria con la fascetta della pubblicità del film e non mi attirava proprio: non amo i libri di guerra e non ho particolare simpatia per le storie di cavalli e infine nutro un snobismo (lo ammetto) verso i libri ripubblicati in concomittanza di un film. In breve, non mi sembrava proprio il libro per me ma una di noi doveva leggerlo.

Sono felice che sia toccato a me. Morpurgo è geniale!  Usa uno stile asciutto con poche descrizioni ma ricco di  emozione.

All’inizio della prima guerra mondiale, Albert e il suo cavallo, Joey vengono separati dall’esercito inglese. Joey ci racconta in prima persona le sue avventure dietro le trincee . Solo l’occhio del cavallo può essere critico, senza pregiudizi, delle follie dell’uomo e solo un cavallo può riconsocere la gentilezza e l’umanità in tutti gli eserciti. Albert, intanto, cerca di arruolarsi anche se troppo giovane, per ritrovare Joey e tornare a casa insieme.

Lettura consigliata dalla prima media in su, anche per adulti…51shBVPhsOL._AA258_PIkin4,BottomRight,-49,22_AA280_SH20_OU29_

 

Un starnuto sorprendente! Ultimo libro di Gaiman per bambini

Succendono cose impressionanti quando il piccolo panda starnutisce. Infatti i suoi genitori sono molto preoccupati ogni volta che pensano stia per starnutire: lo controllano a vista per evitare catastrofi. Un giorno però vanno tutti al circo e rimangono affascinati dallo spettacolo… guardono ammirati gli acrobati e non badano al piccolo e… Ciù!!!

Il nuovo album illustrato scritto da Neil Gaiman e splendidamente illustrato da Adam Rex è perfetto per generare grandi risate nei più piccoli. Leggetelo forte!ciù

La Vivarelli ha pubblicato una nuova meraviglia!

Ci voleva proprio un giallo in questa stagione! Anna Vivarelli ci regala un’avvincente mistero che si dipana tra passato e presente. La protagonista insieme al fratello dovrà scoprire il motivo di  un omicidio avvenuto nei lontani anni 50 per evitare un nuovo crimine.

Non fermatevi ai primi capitoli del libro, l’azione e la suspense crescono lentamente: appena Giulia e la sua famiglia si stabiliscono nella nuova casa in campagna. Qui farete la conoscenza di tre bizzarri fantasmi che accoglieranno i nuovi venuti e li aiuteranno ad ambientarsi (senza farsi vedere almeno finché non sarà assolutamente necessario).

Anna dipinge con molto affetto e ironia le abitudini delle piccole comunità piemontesi e ci dirige con grande maestria alla ricerca del lato oscuro dell’umano. Conosciamo già i personaggi del libro:  li incontriamo quotidianamente a scuola, nel condiminio, in parrocchia e al bar. Anna ce li descriverà nel loro intimo, con i loro affetti, le loro ambizioni e le loro gelosie.

Con l’aiuto  di Giulia , Edoardo e alcuni fantasmi, risolveremo un mistero durato più di cinquant’anni.

Splendida lettura dagli 11 anni in su e per gli amanti dei gialli.giulia

 

 

 

Abbiamo un nuovo libro di Eva Ibbotson!

cane bambinoFinalmente un libro che parla di cani e non finisce in totale tristezza! Dalla meravigliosa penna di Eva Ibbotson nasce la storia di un cane… veramente no…  di sei cani e di un bambino… veramente no… di due amici in fuga dall’ingiustizia, la cattiveria e l’ingordigia.

La storia inizia come tante storie di cani: un bambino, Hal, vuole disperatamente un cane nonostante il rifiuto dei genitori, loro riempiono di regali costosisimi, lo mandano nelle scuole più esclusive, lo fanno abitare in una casa perfetta ma … un cane no! Il cane sporca, il cane abbaia, il cane da fastidio, il cane complica la vita. Tutti ragionamenti che abbiamo sentito e letto mille volte.

Allora, perchè questo libro? Come sempre la Ibbotson ci sorprende: da una trama apparentemente banale, ci farà scoprire la profondità del legame tra l’essere umano e il cane che lo ha scelto e l’importanza di mantenere le promesse e portare fino in fondo i propri progetti. Questa fuga di Hal e Pippa verso il nord dell’Inghilterra, si trasforma in un viaggio di formazione per loro e per i loro cani.

Lettura molto consigliata dalla quarta elementare in su a tutti gli amanti di cani e di avventure.

La meravigliosa macchina di Pietro Corvo di Guido Quarzo, Salani

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Ragazzi finalmente è finito il periodo delle vacche magre.

Da troppo tempo non trovavo letture emozionanti da suggerirvi.  Adesso sono contenta di potervi finalmente proporre qualche lettura.

Inizio dall’ultimo romanzo di Guido Quarzo che penso sinceramente sia tra i suoi migliori.  Guido ci racconta la storia di un orfano, Giacomo, che diventa apprendista del Mastro Orologiaio Pietro Corvo nella Torino del settecento.

Il settecento è stato un periodo storico affascinante e importantissimo: iniziavano le prime fondamentali scoperte meccaniche e i nostri protoganisti ne subiscono irrimediabilmente il fascino. Infatti, come altri studiosi del tempo, Pietro Corvo pensa di poter controllare la natura attraverso la meccanica. Giacomo dovrà cercare di salvare il suo maestro dalla follia e dall’esilio sociale.

Non vi rovino la storia raccontandovi i dettagli ma l’avventura di Giacomo non è limitata a laboratori e rotelle, scoprirete una stanza delle meraviglie, un elefante in Piazza Castello, l’uomo più brutto di Torino, un liutaio diventato famosissimo, un filosofo che fa il lacché, varie donne affascinanti di cui qualcuna non meccanica e tante altre stranezze.

L’unico difetto del romanzo  è di essere troppo corto, avrei voluto altre 100 o 150 pagine per essere completamente felice. Considerando i riferimenti storici, consiglio la lettura dalla prima media in su.

Anna

 

 

LEO, EMME ED IL VOLO DI TICO

Un fischio e via. In treno. Dalla Grand Central Station, New York, a Greenwich, Connecticut. Dopo nemmeno un’ora, Annie e Pippo si annoiano. Capricci? Nonno Leo si gratta una tempia. Non è tipo da domare i leoni, eppure… Apre la sua valigetta e trova una copia di Life. È la rivista di cui è art director, ma ora la fa a pezzi. E con un certo gusto. Cerchietti irregolari. Striscioline. Quadratini. Li anima usando la ventiquattrore come palcoscenico. Nasce una storia piccola, ma infinita come un viaggio, che strega i nipoti (e qualche passeggero seduto vicino) col potere primario dei colori e il racconto di diversità amalgamate in uno (s)cambio che crea nuove armonie. Arrivati a casa, Leo ne costruisce un libro per gioco. Lo abbandona su una sedia. Passa un amico editore. Lo vede. Se ne innamora e lo pubblica. Nacque così Piccolo Blu e Piccolo Giallo, rivoluzionando per sempre gli albi illustrati per l’infanzia.

Era il 1959 e il nonno incantatore altri non fu che Leo Lionni.

Era stato molte altre cose fino ad allora, ma non autore per bambini: studente d’economia, pittore futurista – pupillo di Marinetti -, scultore, designer ed art director per il gruppo editoriale Fortune, inaugurando la grande stagione della grafica americana con Warhol, Steinberg, Calder e de Kooning. Era nato in Olanda, si era trasferito in Italia, fuggendone a causa delle leggi razziali. Si stabilì negli Usa, ma ritornò infine, appena compiuti cinquant’anni, a Milano per cambiare vita. Perché mettere l’arte al servizio esclusivo del mercato stava soffocando la sua anima poliedrica. Iniziavo ad odiarmi per essere un pubblicitario - disse un giorno in un’intervista. E nonostante continuasse a lavorare per Mondadori, nutrì il piccolo miracolo avvenuto sul treno, trasformandolo lentamente nella propria principale forma espressiva.

Leo Lionni creò così, dal 1959 al 1999 (anno della morte), oltre 40 libri per l’infanzia. Sono opere che scaturiscono dalla passione per l’arte (la Bauhaus nel cuore), scolpita in levare dall’esperienza professionale americana, e per cui il progetto grafico, in quanto struttura espressiva di per sé, è di sostanziale importanza. I picture books di Lionni non si allontanano infatti mai da un canone fissato, razionale, pulito: 32/36 pagine (ovvero circa 14 aperture di pagina), un carattere di stampa equilibrato e netto come, per lo più, Century Schoolbook, il formato cartonato, maneggevole e a misura di bambino. Su un tale scheletro, un immediatamente riconoscibile e sobrio marchio d’autore, sbocciano storie “etiche” su altruismo, identità, uguaglianza e diversità, narrate attraverso immagini astratte, iconiche, di cui un testo semplice ed essenziale amplifica la forza espressiva. La novità dei libri di Lionni fu proprio questa sintassi rivoluzionaria (divenuta oggi uno dei pilastri imprescindibili dell’albo illustrato per l’infanzia), costruita sull’equilibrio tra l’uso suggestivo, fortemente artistico, di forme e colori, e quello di parole, che trasformano in senso, ma solo in seconda battuta, la carica emotiva, immaginifica del materiale visivo. Un esempio su tutti è proprio Piccolo Blu e Piccolo Giallo, nel quale semplici bolli e macchie di colore diventano figure psicologicamente antropomorfe, capaci di mettere in scena la propria storia di amicizia e crescita, solo grazie alle diverse disposizioni sulla pagina bianca ed ai giochi cromatici. Il testo chiarisce ciò che cuore e mente hanno già, d’istinto, afferrato e vissuto, arricchendo il messaggio di sfumature ironiche e surreali. Arte e Poesia.

I libri di Lionni ebbero un immediato successo negli Usa degli anni ’60, dove avanguardie artistiche e letterarie, invadendo con forza il panorama culturale, avevano innescato un processo di svecchiamento dell’editoria, anche per l’infanzia, creando interesse diffuso per nuove e sperimentali forme narrative. Non fu lo stesso in Italia, che ancora era costretta a fare i conti con le pesanti conseguenze del dopoguerra. Nel 1963, dopo un illuminante soggiorno americano, la giovane Rosellina Archinto ebbe chiaro che i bambini italiani avevano ben poco da leggere:  favole tradizionali, le collane Disney, rieditate da Mondadori, e, a margine, una schiera dolciastra di albi didascalici sui buoni sentimenti. Decise così di aprire la Emme Edizioni, per seminare un po’ di quel fermento che aveva trovato oltreoceano, pur consapevole che, se i tempi erano ormai maturi, forse il pubblico non lo era ancora del tutto. Il lavoro sarebbe stato lento e paziente. Da goccia che diventa mare. Presto il catalogo iniziò a germogliare, includendo autori stranieri divenuti classici della nuova letteratura per l’infanzia, come Maurice Sendàk, Tomi Ungerer, Guillermo Mordillo, ma anche nuovi scrittori, illustratori, designer e artisti italiani, da Bruno Munari a Emanuele Luzzati, passando per Enzo e Iela Mari. Come poteva quindi sfuggire alla Archinto l’opera di Lionni, trasferitosi da poco in Italia? Lo raggiunse nella sua casa estiva vicino Lavagna, divennero amici ed iniziarono a collaborare. Per molto tempo, però, i libri della Emme Edizioni, quelli di Lionni inclusi, vennero considerati “testi per adulti”, o, al massimo, per “figli d’architetti”. Ovvero, bellissimi, ma troppo astratti, intellettuali, artistici. Non raccontavano storie in senso classico. Apparentemente tralasciavano avventure canoniche, lieto fine e morale, parlando piuttosto esplicitamente ai più piccoli di problemi e temi complessi, persino attuali (la frustrazione del sentirsi diverso, il non sapere chi si è davvero, paure, la pace, i diritti…), strizzando l’occhio, talvolta, al surreale. Eppure, ai bambini (e a un numero sempre più folto di genitori) piacevano, anzi ne erano entusiasti. Lentamente entrarono nelle biblioteche, in asili e scuole, fino a bussare alle porte di casa. Per le nuove teorie pedagogiche si rivelarono strumenti fondamentali per educare con l’arte alla padronanza dei codici di comunicazione e all’espressione dei sentimenti. La tradizione italiana dell’albo illustrato e della letteratura per l’infanzia iniziò anche da qui: da Lionni e dall’Archinto. Potreste immaginare i picture books contemporanei senza di loro? La Emme Edizioni, ormai diventata un punto di riferimento, venne venduta nell’86 a Petrini, passando infine ad Einaudi. La Archinto fondò nel ’99 una nuova casa editrice per bambini, in co-edizione con la francese L’école des Loisires: Babalibri. Lionni è rimasto in catalogo, come una nota di fondo, profonda e lieve, classica e pop contemporaneamente. Babalibri ripubblica, a scadenze regolari, gli albi di Leo. Ci piace aspettare ogni uscita, quasi fosse un omaggio rituale all’artista e un promemoria su quanto si possa fare con e per la fantasia dei bambini. Possiamo così rileggere la storia di Federico, topo poeta, che, per affrontare l’inverno, mentre tutti gli altri raccolgono viveri, colleziona invece parole, e con i suoi racconti salverà gli amici, infuriando il gelo e finito tutto il cibo; la variopinta ricerca dell’identità di Pezzettino; il ritratto dell’artista da giovane del topo Matteo; il viaggio di Cornelio, coccodrillo eretto, che vede un po’ più in là…

L’ultimo in ri-uscita è Tico e le ali d’oro. Un uccellino nato senza ali, aiutato dai compagni a sopravvivere, profondamente amato, ma, nonostante ciò, tormentato dal desiderio compensatorio di volare con due luccicanti, uniche ali d’oro. E le avrà. In dono dall’uccello dei desideri. Per scoprire solo allora, però, di essere davvero diverso, talmente diverso da venire isolato. Volando sconsolato, incontrerà così tristezze più grandi delle sue, donando piume d’oro a chiunque ne abbia bisogno. Ad ogni piuma spiccata, riceverà una penna nera fiammante ed un pezzetto di felicità consapevole. “Adesso sei proprio come noi” gli diranno i compagni, da cui infine tornerà. Ma non intendono ali e piumaggio, quanto “invisibili sogni dorati”, che ci rendono tutti diversi, eppure vicini. Forse ispirato, a contrasto, dal detto anglosassone Birds of a feather always flock together, Tico è un albo delicato, quasi ricamato, simile ad una miniatura indiana. Ogni elemento è emotivamente espressivo, denso di significati, ed insieme ricco di riferimenti artistici: fogliami fitti fitti e rigogliosi come sfondi evocativi di un’anima ricca, ma intricata (la storia procede e lo sfondo si semplifica, si “pulisce”, di pari passo con la conquista della serenità di Tico); figure umane ritagliate sullo stile delle marionette del teatro delle ombre asiatico, icone di un universo prezioso e lontano; uccelli apparentemente tutti uguali, eppure diversi per minuscoli, sottili particolari; l’occhio luminoso di Tico, spalancato, felice, soddisfatto, nel finale, mentre i compagni abbassano le palpebre in segno di comprensione e condivisione. Vi invitiamo allora a trasformarvi in bambini d’età prescolare. Non leggete subito Tico. Provate ad osservarlo, a lasciarvi suggerire la storia dalle illustrazioni. Dimenticando per un attimo l’alfabetizzazione verbale, potreste immergervi nella magia di Lionni, fatta di visioni che sprigionano lo stupore di una scoperta. Talvolta gli occhi non registrano semplicemente, ma diventano la chiave per un mondo che chiede di essere vissuto, senza bisogno di essere subito spiegato. Non perché il testo (bellissimo) sia superfluo, ma, come scrisse Bruno Bettelheim, “anche le parole più attentamente selezionate riescono tutt’al più a comunicare una piccola parte dell’incredibile ricchezza contenuta nei nostri sogni. Soltanto un artista, come Leo Lionni, che sappia pensare essenzialmente per immagini, riesce a creare un vero libro illustrato”.

Leo Lionni, TICO E LE ALI D’ORO, ed. Babalibri (2012), € 12,00

Età di lettura consigliata: 0/3 anni (per lettura ad alta voce e autonoma); 3/6 anni (lettura autonoma), ma, credeteci, per tutte le età…

Qui potete sfogliare Piccolo Blu e Piccolo Giallo.

Se volete, invece, saperne di più su Lio Lionni e giocare con i suoi piccoli amici, questo è il posto giusto (in inglese).

E per chi fosse preso dal sacro fuoco della curiosità e volesse conoscere i processi creativi di Leo, è un delitto lasciarsi sfuggire questa intervista!

UN AMICO SEGRETO IN GIARDINO

Si chiama Lob. Un nome che sembra nascere dall’incrocio tra log, termine inglese per tronco, e lobster, l’aragosta, crostaceo leggermente mostruoso, eppure simpatico, che si aggira placido per fondali marini. È antico, ma non eterno. Come gli alberi, l’acqua, la terra ed il cielo. Vive intrecciato a piante e cespugli e di cespugli e piante sembra fatto. Lob è un “uomo verde”. Un essere silvestre, dal corpo leggero e rugoso di edera e muschio. Nella tradizione celtica incarna la fertilità. Ma solo “chi sa vedere” incontra davvero Lob.

Come Lucy e suo nonno Will. Ogni estate Lucy trascorre le proprie vacanze nel cottage dei nonni nel Wiltshire. Will coltiva un orto e un giardino lussureggianti, mostrando alla nipotina come piantare germogli, dissodare il terreno, riconoscere bacche e fiori. Piedi e mani immersi nella terra. Finché un giorno si accorge che anche la bambina può vedere il suo compagno segreto Lob – un occhio verde che brilla tra le foglie, un agitato fruscio tra i rami, il profumo inaspettato di corteccia umida – e le insegna a rispettarne la ritrosia selvatica. Solo così, infatti, possono lavorare tutti e tre in sintonia: loro assecondando e proteggendo i ritmi della vita; Lob dando forza al raccolto e pulendo di notte, riconoscente e invisibile, gli attrezzi nel capanno. Ogni estate il giardino incantato diventa allora foresta di delizie. Eppure arriva una gelida fine di novembre. Will, il nonno giardiniere, muore improvvisamente e il sentiero comune di Lucy e Lob si separa in percorsi paralleli: un’odissea interiore per la bambina, che, tornata per sempre nella sua casa di Londra, dovrà rielaborare la morte e ritrovare la gioia di vivere tra orti sociali e parchi; un’avventura fisica per Lob, perché, spinto da un irrefrenabile istinto (è forse Lucy che lo chiama?), si metterà in viaggio verso sud fino a trovare una nuova casa anche nell’incubo avvelenato della metropoli. E sarà una saga rocambolesca d’incontri tragici e buffi, dall’avido orticoltore del Chelsea Flower Show, al piccolo Frankie che salverà Lob dalle temibili scale mobili della metropolitana di Londra.

“Un amico segreto in giardino” di Linda Newbery è un libro magico. Ma non aspettatevi duelli di maghi o mondi fantastici ed eroi, che sembrano aver preso il monopolio della letteratura per l’infanzia di oggi. La storia di Lob è una poesia che racconta della nostra anima, seguendo i ritmi lenti e circolari della Natura (Vita-Morte-Vita…), intrecciando la lingua sensuale di chi sa osservare i segreti della terra al linguaggio semplice ed insieme immaginifico dei bambini. E alla narrazione si alternano poesie su cielo, vento, foreste. Perché mentre le nostre vicende umane sembrano avvitarsi su se stesse, perdendosi in strade chiuse, tutt’attorno la Natura scorre fertile, suggerendo la giusta direzione. Linda Newbery è una famosa scrittrice inglese di romanzi per adolescenti e “Un amico segreto in giardino” è la sua prima opera per bambini, che si pone la sfida di accompagnare i più piccoli attraverso temi “da grandi”, il senso profondo della realtà. Un azzardo? No. Perché la Newbery crede nell’immenso universo interiore, incontaminato e spontaneamente ricco di risorse, dell’infanzia. Fatto della stessa forza che spinge un seme a schiudersi, anche nei terreni più inospitali. Lob e Lucy sono le forme diverse di un’identica linfa, allacciate insieme da amore ed istinto vitale. Ricco come una manciata di humus, da cui spuntano le illustrazioni di Pam Smy, simili a schizzi rubati dal taccuino di un naturalista, è un libro da leggere insieme, grandi e piccoli, a voce alta e poi a sussurri. Nelle lunghe notti d’inverno. Negli sterminati pomeriggi d’estate.

Linda Newbery, “Un amico segreto in giardino”, Salani, 2012, 14€

Età consigliata: prima/seconda elementare per lettura ad alta voce; terza/quarta elementare per lettura individuale.

E per chi volesse mettersi alla ricerca del proprio Lob, ecco alcuni posti dove siamo sicuri potrete fare incontri interessanti:

FOREST OF DEAN – Coleford, Glouchestershire UK-  Un labirinto verde di alberi secolari, massi antropomorfi e muschi, dove perdersi al pari di grandi scrittori – come Tolkien e J.K. Rowling -, che vennero qui ad ispirarsi…

GIARDINI LA MORTELLA – Ischia  – Il giardino mediterraneo e sub-tropicale che un musicista inglese e la moglie strapparono alla roccia e alla lava, popolandolo di ninfee giganti, orchidee, pappagalli e farfalle, tra templi del Sole, sentieri d’acqua e grotte mistiche…

BOSCO SACRO DI BOMARZO – Viterbo – Un parco voluto da un principe per consolarsi della morte dell’amatissima moglie. Donne-balena, tartarughe giganti, figure mitologiche ed allegoriche accolgono i visitatori come mostri delle favole, rivelandosi, dopo pochi passi nella penombra, i guardiani di un bosco sacro…

FATTORIA PROPOLIS - Parco del Nobile, Torino -  A due passi dal centro città, una fattoria didattica nel bosco organizza i “Sabato del Naturalista”. I bambini, accompagnati da educatori all’ambiente, imparano a conoscere piante, animali ed insetti, giocando con la Natura.

E se ancora non credete che gli “uomini verdi” esistano, allora guardate qui

A caccia del LIBRO SELVAGGIO con Juan Villoro

Juan è rattristato dalla separazione dei genitori e vorrebbe passare le vacanze a casa con sua madre, ma dovrà andare da suo zio bibliofilo pazzo. Ma quel che sembrava un periodo melanconico si trasformerà in una emozionantissima caccia al libro selvaggio! Leggi l'articolo »

Scatenare la creatività con IL GRANDE LIBRO DELLE PICCOLE COSE

Finalmente in vacanza! Ecco un bel libro per scatenare la creatività. Leggi l'articolo »

A caccia di dinosauri con Emma Dodd

Cosa fare quando giochi a campeggio in giardino la sera? Vai a caccia di dinosauri! Leggi l'articolo »