Sul blog delle meraviglie
ieri siamo state al salone del libro
Logicamente non siamo andate a scoprire le novità, le abbiamo tutte in libreria, ma ad incontrare editori, colleghi, amici e amanti dei libri in genere. Per quanto critichiamo quello che è diventato il salone del libro di Torino, non riusciamo comunque a starci lontane.
Questa volta abbiamo avuto l’alibi di un incontro pianificato da tempo con l’associazione librerie indipendenti per ragazzi e due meravigliose editrici, Rosaria Punzi della Lapis e Renata Gorgani del Castoro. Queste coraggiose donne hanno anche acquistato delle librerie specializzate per ragazzi mantenendone le caratteristiche e l’indipendenza.
Ho deciso di non raccontarvi della nostra associazione e delle sue molteplici attività perchè l’hanno descritte molto meglio di quello che potrei fare io nel sito dell’associazione stessa, librerieindipendentiragazzi.com. Vorrei, invece, condividere con voi qualche informazione e qualche suggerimento interessanti che sono scaturiti nella conversazione di Agata Diakoviez, Davide Tolin della ALIR e le due editrici.
Il perno del nostro incontro è poco sorprendente: come affrontare la crisi e quali strategie e aiuti cercare. Non è un mistero che tutte le librerie soffrono da qualche anno. Persino le Feltrinelli danno segnali di stanchezza. Ci siamo chiesti cosa possono fare concretamente delle realtà piccole come le nostre in sinergie con le limitatissime risorse pubbliche.
Sia Rosaria sia Renata hanno sottolineato varie iniziative pubbliche per lo sviluppo della lettura nelle scuole che non danno i risultati auspicati: gli alunni non comprano più libri. Queste iniziative vengono comunque ripetute da vari anni nonostante i risultati e nonostante la scarsità di fondi. Non sarebbe, invece, più semplice destinare quei fondi per buoni acquisto per le classi? In questo modo l’avvicinamento al libro diventa personalizzato e praticamente garantito.
Un’altra buona proposta, come ha sottolineato Agata, è di riprendere l’utilizzo dell’adozione altrenativa nelle scuole. Questo strumento non viene più usato da anni e aiuterebbe a mantenere le librerie nel territorio e porterebbe letture più interessanti per i ragazzi.
Le tematiche erano molte e il tempo limitato. E’ stato comunque molto bello respirare quest’atmosfera comune di passione per i libri per ragazzi.
L’anno prossimo troveremo un’altra scusa per andarci anche se non ci piace…
War Horse di Michael Morpurgo
Preferisco finire un libro prima di raccontarvelo perciò oggi non vi recensirò una novità ma vi parlerò di un libro uscito già da tempo che mi ha molto sorpesa, “War Horse” di Michael Morpurgo pubblicato da Rizzoli. Era arrivato in libreria con la fascetta della pubblicità del film e non mi attirava proprio: non amo i libri di guerra e non ho particolare simpatia per le storie di cavalli e infine nutro un snobismo (lo ammetto) verso i libri ripubblicati in concomittanza di un film. In breve, non mi sembrava proprio il libro per me ma una di noi doveva leggerlo.
Sono felice che sia toccato a me. Morpurgo è geniale! Usa uno stile asciutto con poche descrizioni ma ricco di emozione.
All’inizio della prima guerra mondiale, Albert e il suo cavallo, Joey vengono separati dall’esercito inglese. Joey ci racconta in prima persona le sue avventure dietro le trincee . Solo l’occhio del cavallo può essere critico, senza pregiudizi, delle follie dell’uomo e solo un cavallo può riconsocere la gentilezza e l’umanità in tutti gli eserciti. Albert, intanto, cerca di arruolarsi anche se troppo giovane, per ritrovare Joey e tornare a casa insieme.
Lettura consigliata dalla prima media in su, anche per adulti…
Abbiamo un nuovo libro di Eva Ibbotson!
Finalmente un libro che parla di cani e non finisce in totale tristezza! Dalla meravigliosa penna di Eva Ibbotson nasce la storia di un cane… veramente no… di sei cani e di un bambino… veramente no… di due amici in fuga dall’ingiustizia, la cattiveria e l’ingordigia.
La storia inizia come tante storie di cani: un bambino, Hal, vuole disperatamente un cane nonostante il rifiuto dei genitori, loro riempiono di regali costosisimi, lo mandano nelle scuole più esclusive, lo fanno abitare in una casa perfetta ma … un cane no! Il cane sporca, il cane abbaia, il cane da fastidio, il cane complica la vita. Tutti ragionamenti che abbiamo sentito e letto mille volte.
Allora, perchè questo libro? Come sempre la Ibbotson ci sorprende: da una trama apparentemente banale, ci farà scoprire la profondità del legame tra l’essere umano e il cane che lo ha scelto e l’importanza di mantenere le promesse e portare fino in fondo i propri progetti. Questa fuga di Hal e Pippa verso il nord dell’Inghilterra, si trasforma in un viaggio di formazione per loro e per i loro cani.
Lettura molto consigliata dalla quarta elementare in su a tutti gli amanti di cani e di avventure.
La meravigliosa macchina di Pietro Corvo di Guido Quarzo, Salani
Ragazzi finalmente è finito il periodo delle vacche magre.
Da troppo tempo non trovavo letture emozionanti da suggerirvi. Adesso sono contenta di potervi finalmente proporre qualche lettura.
Inizio dall’ultimo romanzo di Guido Quarzo che penso sinceramente sia tra i suoi migliori. Guido ci racconta la storia di un orfano, Giacomo, che diventa apprendista del Mastro Orologiaio Pietro Corvo nella Torino del settecento.
Il settecento è stato un periodo storico affascinante e importantissimo: iniziavano le prime fondamentali scoperte meccaniche e i nostri protoganisti ne subiscono irrimediabilmente il fascino. Infatti, come altri studiosi del tempo, Pietro Corvo pensa di poter controllare la natura attraverso la meccanica. Giacomo dovrà cercare di salvare il suo maestro dalla follia e dall’esilio sociale.
Non vi rovino la storia raccontandovi i dettagli ma l’avventura di Giacomo non è limitata a laboratori e rotelle, scoprirete una stanza delle meraviglie, un elefante in Piazza Castello, l’uomo più brutto di Torino, un liutaio diventato famosissimo, un filosofo che fa il lacché, varie donne affascinanti di cui qualcuna non meccanica e tante altre stranezze.
L’unico difetto del romanzo è di essere troppo corto, avrei voluto altre 100 o 150 pagine per essere completamente felice. Considerando i riferimenti storici, consiglio la lettura dalla prima media in su.
Anna


